ovvero cronaca della vita reale e immaginaria di un'emigrante quasi di lusso

@ Mail

Tu sei libero di scrivere senza obbligo di restare in tema, io di rispondere se ho qualcosa d'aggiungere


~ Prima leggi qui



mercoledì, marzo 07, 2007
 
Da qualche giorno
Qui un’altra versione dell’Olanda.
E così siamo in tre.
Anche se lui non si perde tra tazzine di caffè troppo affollate e confuse analogie con Peter Pan, e l' Olanda ce la racconta in un romanzo. 
Da parte mia un gran in bocca al lupo per Il collezionista Di  Tempo che uscirà tra un mese.



postato da alice121 ~ 07/03/2007 10:32 ~ commenti (8)
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giovedì, marzo 01, 2007
 
La legge non è uguale per tutti
Nel 2006 la Stampa, in questo articolo, riporta la scoperta di una ricercatrice di Palermo: Melania Mazzucco ha copiato brani da Guerra e Pace di Tolstoj.
Sulla rete, lo stesso giorno, viene ripresa la notizia qui.
Il 30 marzo dello stesso anno Alexandra Voitenko scrive: "Critici zelanti a caccia di emozioni editoriali accusano la Mazzucco di aver “scopiazzato” il suo romanzo da Tolstoj".
Arrivando a giustificare l’operazione della Mazzucco:
"Bisogna ammetterlo: Tolstoj è presente nel romanzo “Vita”, la conferma di questa tesi la troviamo nelle citazioni e nei prestiti dalla celebre opera dello scrittore russo nel romanzo italiano in questione. Ma questo problema esula dal valore artistico dell’opera letteraria che esiste come una realtà autonoma, a se stante, e deve essere giudicata come tale. Domandare allo scrittore il perché di questo o quel episodio è un po’ ingenuo, infantile e a volte anche inutile".
Che la Mazzucco avesse preso in prestito pagine di Tolstoj io non ne sapevo nulla, lo scopro  un anno dopo leggendolo  qui ( cliccando su riemerso potete confrontare le pagine)
La notizia viene ripresa da pochi altri bloggers.
Ciò mi ha sorpreso assai.
Perché ricordo che nella rete ci sono state mobilitazioni di massa per furti parziali o integrali di post.
Perché questa indifferenza? L'unica spiegazione che mi viene in mente è che la maggioranza degli scrittori della rete sia d’accordo con la tesi di Alexandra Voitenko.
Nei commenti a questo post su Lipperatura, Herzog scrive: "sarebbe ben ora che l'espressione "scrittura femminile" non fosse la declinazione di un ghetto. Se ne parli.A proposito del tagliare (e incollare) Tolstoj, cosa significa questo?
(ma io la Mazzucco non l'ho letta, magari è solo un giuoco da blog)."
Nessuno risponde alla sua domanda tranne Gabriella: "@ Effe, a proposito di Mazzucco-Tolstoi. La cosa è vera e nota da tempo, ed è stata tirata fuori un anno e mezzo fa circa da una ricercatrice dell'Università di Palermo. Verissimo che c'è un brano in "Vita" che ricalca pari pari quel passo di Tolstoj. Che i giurati dello Strega non se ne siano accorti è veramente ... divertente. Per quanto riguarda il merito della cosa, beh, io ritengo la Mazzucco un'ottima scrittrice e non sarà certo questo episodio che mi farà dimenticare la bellezza di "Lei così amata" (la biografia romanzata di Anne Marie Schwarzenbach) o "Vita" o "Un giorno perfetto"."

Dunque: se sei un blogger e copi-incolli un pezzo altrui (senza indicare il link di provenienza) vieni lapidato.
Se sei uno studente e ti appropri di un pezzo scritto da altri senza citare la fonte, il tema ti viene annullato.
Se sei uno scrittore di best seller…be’ in questo caso puoi fare come accidenti ti pare.

Però che faticaccia mettere tutti questi link!






mercoledì, gennaio 24, 2007
 
Ma quanto è simpatica Margherita Hack?
A me tantissimo.
Su blob qui, quasi all’inizio del video.


postato da alice121 ~ 24/01/2007 10:51 ~ commenti (8)
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sabato, gennaio 13, 2007
 
Delurking day
Sarebbe oggi.
Il giorno in cui i lettori che non commentano sono invitati a lasciare un ciao,  una frase, un insulto (un insulto magari no), oppure scrivetemi una mail, ché mi piace di più.
Però ci si può manifestare anche domani, lunedì, eccetera.
Una spiegazione della parola lurker si trova qui.



postato da alice121 ~ 13/01/2007 11:14 ~ commenti (8)
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venerdì, gennaio 12, 2007
 
E in ogni caso:  meglio l’Olanda in una stanza che Roma in un ufficio
Se mai dovessi tornare a vivere a Roma aprirei un sito come questo.
Se invece voleste disfarvi di qualcosa scambiandola con un’altra, potete mettere un annuncio qui.
Se poi di scambi e di favori tra vicini non ve ne importasse nulla, potete sempre dare un’occhiata lontano andando qui.


postato da alice121 ~ 12/01/2007 10:04 ~ commenti (5)
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giovedì, dicembre 07, 2006
 
Se non è Roma sarà Amsterdam
Non potendo essere con loro a Roma, mi consolerò andando stasera ad Amsterdam ad ascoltare lui.
Se riesco ad azzeccare la combinazione giusta di autobus, tram e treni impiegherò per un a/r tre ore circa, ma anche se ci metto di più non m’importa.
Qui invece un mio racconto.


postato da alice121 ~ 07/12/2006 09:29 ~ commenti (15)
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mercoledì, novembre 22, 2006
 
E finalmente ho tirato su lo spinnaker.
Il pezzo che segue sintetizza perfettamente i miei primi anni nella comunità italiana di qui:

La necessità di sapersi creare una "clausura" mentale sorge nella terza situazione, barca piccola con armatore e amica ( o amici) a bordo, elemento peggiorativo se l'armatore ha esperienza di barca (positivo solo in caso di maltempo perché sa stare anche lui al timone). La convivenza è totale, gli spazi ridotti, non è possibile isolarsi o tanto meno scaricare tensione parlando con qualcuno "dalla tua parte". Ovviamente, filosofie di vita, idee politiche ecc. ecc. sono assai divergenti, unico elemento legante può essere il rispetto e il riconoscimento delle capacità. In questa situazione per sopravvivere è necessario assumere la consistenza di un oggetto d'arredamento, essere presenti, ma non partecipare; a nessuno deve venire in mente di porti delle domande, di coinvolgerti in una discussione, andrebbe in frantumi tutta l'atmosfera, o per il sorgere di tensioni verso l'esterno, se difendessi le mie idee; le tensioni diverrebbero mie interne se invece le rinnegassi per quieto vivere.
(Tratto da racconti di uno skipper)


Poi però li ho fatti sbarcare quasi tutti.


postato da alice121 ~ 22/11/2006 11:48 ~ commenti
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mercoledì, novembre 15, 2006
 
VibrisseLibri
Domani a Roma alle 11.30 presso il Caffè Fandango (Piazza di Pietra 32) si svolgerà la conferenza stampa di presentazione di Vibrisselibri.
Cos’è Vibrisselibri?
E’ una casa editrice che crede in certi libri che per motivi diversi sono un po' "mostruosi" , ma che lei vede invece bellissimi. E allora li cura con tanto di editing, di copertina, di scheda di lettura e di presentazioni in giro per l'Italia e poi cerca anche di convincere gli editori cartacei che quello che loro vedevano come "mostruoso", mostruoso non lo è affatto. (così Demetrio).
Maggior dettagli qui
E a Demetrio il mio in bocca al lupo!


postato da alice121 ~ 15/11/2006 11:01 ~ commenti (1)
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lunedì, novembre 13, 2006
 
Alla fine rido quanto gli altri, anzi forse anche di più
Ero in una sala di centocinquanta, forse duecento posti. Tutti occupati.
Centoquarantanove persone che ridevano di continuo o forse centonovantanove.
L’uno mancante ero io che avrei voluto riuscirci, davvero.
Il fatto è che i film comici, satirici o grotteschi al limite mi scuciono un sorriso, ma d’imbarazzo,  proprio per questa mia incapacità di unirmi alla risata collettiva.
Ero con Emme che rideva, con Maria che rideva fortissimo, Maria sudamericana al mille per mille, che avevo conosciuto un paio d’ore prima a cena, Maria che nella durata di una sigaretta mi ha raccontato la sua vita, e mi ha scioccato tre volte per un fatto spiacevole da cui è uscita da poco, per l’allegria con cui ne parlava e perché me lo raccontava dopo un’ora che ci eravamo strette la mano. Con Pedro che rideva più contenuto, Pedro metà sudamericano e metà napoletano, e uno s’immagina che con queste origini chissà come è ciarliero e espansivo mentre invece è chiuso come un’ostrica o come un olandese introverso. Con Chris che ha smesso di ridere solo per lo spazio di una domanda e di una risposta, Chris che è olandese, ma che compensa Pedro. E insieme smentiscono le generalizzazioni.
Chris che a un certo punto mi ha domandato: non ti piace, vero?
E’ stato solo allora, davanti al suo viso preoccupato perché il film l’aveva proposto lui, che sono scoppiata a ridere.
Che ci posso fare? Rido solo per le espressioni delle facce dal vivo, e a volte anche quando non sarebbe opportuno.
Non posso certo esprimere un parere su Borat. Di sicuro è trasgressivo. Nel film vengono ridicolizzati un po’ tutte le categorie della minoranza, ma anche la maggioranza benpensante.
Qui una recensione, qui alcuni pezzi del film e dello show che l’ha preceduto.


postato da alice121 ~ 13/11/2006 11:04 ~ commenti (7)
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lunedì, settembre 11, 2006
 
Il ventiquattresimo uovo
Esiste una regione tra la luce e l'oscurità', tra la scienza e la superstizione, tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere. E' la dimensione dell'immaginazione, e' una regione che potrebbe trovarsi...

Immagino una storia che si svolga ai confini, comincio a scriverla, il protagonista è un bambino che sta per compiere undici anni, scelgo un nome, la scelta del nome m'influenzerà, ma me ne accorgo solo quando la finisco che il protagonista è mio figlio Lo. La madre, però, non sono io.
Il racconto è uscito su Maltese Narrazioni, una rivista di racconti (e non solo) che si trova in libreria.
Qui il blog.




postato da alice121 ~ 11/09/2006 10:35 ~ commenti (9)
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giovedì, settembre 07, 2006
 
Due segnalazioni
Il mio amico Marino ha un sito (anche se avrei preferito che aprisse un blog per leggere l’Olanda dal suo punto di vista).
E ho inserito qualche foto qui (e prima o poi capirò come ordinarle).


postato da alice121 ~ 07/09/2006 11:53 ~ commenti (2)
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sabato, settembre 02, 2006
 
Io schiavo in Puglia di Fabrizio Gatti
Ha il ritmo di un racconto e pensi: adesso succede qualcosa ancora più terribile.
Invece è un’inchiesta e documenta quello che accade ora. Sono fatti che singolarmente si potevano anche intuire.  E già uno di loro, a immaginarlo, fa star male. E invece a un episodio barbaro, segue un secondo, un terzo.  
L'inferno sotto il sole di agosto.


postato da alice121 ~ 02/09/2006 01:28 ~ commenti (3)
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mercoledì, agosto 30, 2006
 
Nagib Mahfuz (Il Cairo dicembre 1911- agosto 2006)
Sono diventato un poeta perchè sono stato un impiegato.


postato da alice121 ~ 30/08/2006 09:15 ~ commenti (8)
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giovedì, agosto 24, 2006
 
Prima che la storia finisca
Succede che mi prende una specie d’agitazione e desidererei dargli una mano, un consiglio, una scodella con una minestra, qualcosa.
E invece non posso fare nulla per lui.
Allora mi fermo.
Mancano circa novanta pagine e uscirò per sempre dalla sua vita. Mi fermo per spostare il momento in cui lo perderò, poi certo ci continuerò a pensare, a immaginare dei particolari che non sono stati scritti.
Lui è Michael K, e la sua storia comincia così:
La prima cosa che la levatrice notò di Michael K. quando lo aiutò a uscire dal ventre materno fu che aveva il labbro leporino. Il labbro si arricciava come una lumaca, e la narice sinistra era dilatata. Nascondendo per un attimo il neonato alla vista della madre, la donna aveva inserito il dito nel piccolo bocciolo della bocca e si era rallegrata di trovare il palato intero.

Qui un ricordo e qui un'intervista di due persone che hanno incontrato Coetzee al festival di letteratura di Mantova nel 2004.


postato da alice121 ~ 24/08/2006 09:57 ~ commenti (3)
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martedì, luglio 11, 2006
 
Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio
Dopo la passeggiata di domenica pomeriggio potevo non comprare questo
libro?


postato da alice121 ~ 11/07/2006 10:37 ~ commenti (2)
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giovedì, giugno 08, 2006
 
Untitled, la nuova terna.
Sta per uscire.
Le informazioni se siete in zona nord est, e vi va d'incontrarci (io non ci sarò ma è come se), si trovano qui.
A lui, a lei e anche a lei un grande in bocca al lupo da parte mia ( che resto sempre la n.1;-)
 






lunedì, giugno 05, 2006
 
E oggi
In mezza Europa è festa.
Intanto qui ci si prepara per un'altra festa.
E ho scoperto che se decidessi di andare a Trieste spenderei più o meno la stessa somma che se comprassi un biglietto per  San  Francisco.  
Be', insomma, qualcosa non ha funzionato.






venerdì, maggio 19, 2006
 
Vedrai che il tempo cambierà
Tra un po’ andrò a prendere lui e nei prossimi due giorni faremo queste cose qui.
Ieri sera con lui e un’amica ci preoccupavamo del sole negli occhi, ma stamattina è scoppiato l’inverno e quindi siamo tutti contenti.
Naturalmente se qualcuno passa da queste parti è il benvenuto.


postato da alice121 ~ 19/05/2006 09:26 ~ commenti (8)
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martedì, maggio 09, 2006
 
Con la logica si vive meglio?
Siccome Emme è in mission, ho deciso che andrò ad Amsterdam in treno, che fare novanta chilometri d’autostrada non mi va, e guidare, poi, per la città tra le biciclette indisciplinate mi conduce dritta dritta verso il mal di testa, molto più facile girare a Roma con i motorini che ti tagliano la strada all’ultimo secondo, tanto i loro scarti li anticipo meccanicamente. Perciò guardo gli orari dei treni su internet. Nel paese adiacente al mio, c’è una stazione ma bisogna cambiare e poi passano di rado, ma se vado al paese dopo c’è un treno ogni dieci minuti e senza cambio. Be’ devo farmi un pezzo di autostrada, ma tanto la macchina l’avrei dovuta prendere comunque. Siccome devo andare qui, per la presentazione del suo libro, scrivo una mail a Marino, dove gli domando se gli orari sono attendibili, eccetera. Lui mi telefona e mi chiede: perché guardi gli orari dei treni su un sito tedesco? Già perché? Perché la logica è noiosa, ecco perché. Hai controllato che ci siano treni per il ritorno? Ecco, veramente no. La logica mi suggerisce che se vanno, tornano anche.  Ma serve o no questa logica?
Vuoi che t’accompagno? mi chiede Fran.
M’accompagni, davvero? E Lo? Che gentile però a proporsi. Anche se quel tiramisù che s’è mangiato fino all’ultimo cucchiaino, ha avuto un suo influsso, credo.
Comunque gli orari sul sito olandese sono, con qualche piccolo scarto, simili a quelli del sito tedesco. E il piccolo scarto che mi preoccupa un po’.
Intanto ho finito di leggere Quattro giorni per non morire.
C’è Gregorio che torna nel suo paese dopo una lunga assenza per il funerale di sua madre, e durante questa permanenza tenta di ritrovare alcuni fili della sua esistenza.
E quelle quattro righe che ci sono sulla copertina, che quattro dita sfiorano (secondo un'interpretazione che della logica non tiene conto), non sono scalfitture lasciate su un muro da una mano disperata, ma sono quei fili che Gregorio cerca. Cosa è accaduto mentre era febbricitante e in stato d’incoscienza?
E’ una storia che non ha fretta, malgrado il tempo a disposizione per salvarsi, per ricordare, per recuperare un tassello perduto del passato, per guardare la notte di un marzo ligure, umida, piena di vicoli e di tetti di pietra, sia breve.
E’ notte di luna. Notte andina. Senti che pace, ha scritto il suo amico in uno dei quaderni ritrovati.
E nelle pagine s’avverte la quiete, malgrado tutto.


postato da alice121 ~ 09/05/2006 12:16 ~ commenti (8)
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giovedì, aprile 13, 2006
 
Saving private Prodi
Perché gli italiani all'estero non sono più quelli di un tempo
Se tradizione italiana vuole che dopo le elezioni anche il più minuscolo dei partiti ci venga a raccontare che "ha vinto", questa volta possiamo dire con certezza matematica che un partito ha vinto di certo. E questo partito siamo noi, gli Italiani che vivono fuori d'Italia....continua qui.
(E quasi piangevo quando lo leggevo ieri sera).



postato da alice121 ~ 13/04/2006 09:12 ~ commenti (12)
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martedì, aprile 11, 2006
 
A quanto pare le matite sono state temperate bene.
Il 27 gennaio scrivevo:
Iniziamo a temperare le matite
Se è diventato ricco lui allora ci farà ricchi pure a noi.
Così diceva il mio lattaio, a quei tempi abitavo ancora a Roma, così si ripetevano due anziane alla fermata della metro, così precisava l’inquilino del terzo piano a quello del quinto mentre aspettavano l’ascensore . Il fruttivendolo del chiosco all’angolo, in fila con me nel seggio del mio liceo, prevedeva: se ne accorgeranno…
Alla fine ricco ci è diventato lui con i soldi di loro. Anche di quelli del fruttivendolo, suo malgrado. Non con i miei, però. Perché qualche mese dopo volai verso un altro luogo e le tasse le pagai altrove.
E provo una certo compiacimento quando penso al giorno delle elezioni.
Che noi dell'estero non paghiamo, ma votiamo.






lunedì, aprile 10, 2006
 
  Per tutti coloro che sono a Copenaghen: ci si ritrova a festeggiare a Rådhuspladsen? Alle 20.00? scritto da...
Purtroppo il video non è più visibile, ma leggete i commenti sono troppo troppo spassosi.
E si prendono appuntamenti nelle piazze di tutto il mondo. Anche ad Amsterdam. Ma a W. non si raduna nessuno? Ma a W. non c'è una piazza solo vie, forse per questo. E allora si festeggia a casa!






martedì, aprile 04, 2006
 
La cosa certa è che avrei scritto, in qualsiasi posto, in qualsiasi lingua*
Avevo seguito un corso, leggevo i giornali, tentavo di conversare. Non mi devo vergognare, mi ripetevo, di balbettare, di ammutolire perché non riesco a proseguire. Quando tornavo a casa la sera, ripensavo ai discorsi e mi domandavo: esiste un’altra parola che avrei potuto incastrare meglio in quella frase? Oppure altre che abbiano lo stesso significato? Allora aprivo il vocabolario, le cercavo e le memorizzavo. E’ stato per questo che l’ho imparato bene. E ci ho impiegato tre anni. (Così un romeno mi spiegava in italiano di come avesse imparato il dutch).

Nei primi tempi di vita qui rimasi assai affascinata dalla figura di Kader Abdolah. Nel 1998 fugge dall’Iran e si rifugia nei Paesi Bassi. Nel 1993, cinque anni dopo quindi, esce la prima raccolta di racconti in olandese.
Per me, che non riuscivo a memorizzare e tanto meno a pronunciare neanche una parola, rappresentava un mito.
Kader Abdolah non è l’unico naturalmente ad aver fatto questo sforzo enorme. Ce ne sono decine come lui.
Però io credo che lo sforzo compiuto dallo scrittore iraniano non abbia confronti con molti altri. Perché, oltre alla barriera linguistica, ha dovuto superare una barriera assai più impervia quale è la differenza di civiltà tra l’Iran e l’Olanda.

Quanto a me, dopo cinque anni di permanenza qui, continuo a non sapere una parola d’olandese, e ho mille ragioni per cui non le ho imparate (ragioni che non vogliono essere giustificazioni), anche se talvolta mi succede di capire interi discorsi per una specie di miracolo. Credo che dipenda da un senso particolare che possiedo, il senso randomico, che mi permette di usare apparecchi senza leggere le istruzioni o di far ripartire un computer senza sapere come.
Comunque un po’ d’olandese qui, un po’ d’inglese là, e mi capita, a volte, di bloccarmi su una parola. Di doverla pensare. E questo succede malgrado ascolti radio e tv italiane, legga e scriva in italiano e frequenti, per lo più, stranieri che parlano nella mia lingua (e ciò è curioso). La parola non è più immediata.
Dopo questi anni d’ assenza ridimensiono così, quello che era il mio mito iniziale: D' impossessarsi talmente bene di una lingua da utilizzarla per scrivere un romanzo.
Considero difficile, anzi forse più difficile, conservare la capacità di esprimersi nella propria lingua d’origine pur essendo immersi in suoni, abitudini e atteggiamenti che non hanno alcun legame con il proprio paese. Scrivere in italiano, per esempio, risulterebbe meno complicato se si vivesse in Spagna, in Portogallo o anche in Francia. Perché si possono rintracciare dei suoni, delle abitudini, delle reazioni comuni. Scrivere da un Paese del Nord Europa è più duro. Soprattutto se vivi fuori dal tuo Paese da lunghissimo tempo.
Così mi emoziona un po’ sapere che è uscito Quattro giorni per non morire di Marino Magliani.
Mi ricordo che una sera, in libreria o al telefono, Marino m’ accennò proprio alle difficoltà di trattenere le parole. Quelle parole che fuggono via.

*Agota Kristof – L’analfabeta-


postato da alice121 ~ 04/04/2006 12:58 ~ commenti (11)
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venerdì, marzo 24, 2006
 
Pochi ma buoni
Ieri ho firmato una lettera inviata al Volkskrant che prendeva le distanze da quello che aveva detto Giovanardi. Sono state spedite anche mail alla rubrica di Augias su Repubblica.
Poi aggiungo una cosa. Un'inefficienza che ho riscontrato di persona in Olanda riguarda la sanità. Si risparmia anche quando non si dovrebbe. In Italia se hai un figlio a trent’anni, il ginecologo ti consiglia di fare l’amniocentesi o quanto meno analisi che accertino lo stato dei cromosomi. Qui invece non accade. Si fanno anche poche ecografie: una o due al massimo. In questo caso però non si tratta solo di contenimento delle spese. Perché se nasce un bambino con la sindrome di down, per esempio, non lasciano sola la famiglia. L' aiutano. Così lo Stato finisce per spendere molto di più che se avesse pagato analisi più approfondite.
Una delle lettere inviate ad Augias, scritta da Piera L.H,. termina così:

In questo paese regna la regina, che “regalmente”
espleta i suoi doveri, non un reuccio che blatera
ed offende chi non fa il lecchino; qui non ci
sono i giullari di corte, ma….. in Italia ?
Fino a quando , noi italiani residenti in
Olanda,dovremo vergognarci di essere italiani?:
Fino a quando dobbiamo vedere che il nostro paese
viene sbeffeggiato, perchè i nostri
“rappresentanti” al governo non conoscono nemmeno la diplomazia?
La prego , pubblichi questa mia, sperando che gli
altri italiani d’Olanda ,non si sentano soli.

Insomma noi italiani emigrati tra i tulipani dissentiamo. Da Giovanardi e da Berlusca. E votiamo.
E quest’ultima riga risponde anche a te Mayoral;-)


postato da alice121 ~ 24/03/2006 11:36 ~ commenti (8)
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martedì, marzo 21, 2006
 
E all’Aja non succede mai nulla. 
Così girellando per la rete, ho scoperto che c’è un gruppo di persone che s’incontrano per un aperitivo, che magari si trasforma in cena e parlano di libri. Anzi di un libro, che cambia, ovviamente, ogni volta.
Indovinate quale è la lettura in corso? Non è difficile.
E’ qualcuno che racconta molto bene le storie scritte da altri, un po’ meno quelle che vengono in mente a lui.
Io andrò, anche se non credo che leggerò il romanzo. Sono curiosa: delle persone e di quello che diranno. Intanto sono arrivate  proposte per le letture successive ed eccole qua:

D. Salinger, “Il giovane Holden”

Giorgio Bocca, "Napoli siamo noi. Il dramma di una città nell'indifferenza"

Gianrico Carofiglio, "Il passato è una terra straniera"

G. Grass, “Il tamburo di latta”

Carlo Sgorlon, “Il velo di Maya”

Antonio Iovane, “La gang dei senzamore”

Io dirò le mie. Pensavo a Kureishi, a una sua raccolta di racconti o a Intimità, oppure a Proprio quella notte di Tobias Wolff.
Sempre che non mi lasci affondare dalla pigrizia. Che Amsterdam dista 46 chilometri da W. Anche se poi quando mi trovo lì,  sono sempre contenta di esserci.



postato da alice121 ~ 21/03/2006 10:52 ~ commenti (11)
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giovedì, marzo 16, 2006
 
Perché non organizzate incontri dopo le 18?
Venerdì scorso, ad Amsterdam, all’istituto di cultura italiano, c’era Alessandro Piperno.
L’inizio della presentazione?
Le 15.30.
Sono andata?
No.
Non ho letto Con le peggiori intenzioni, non l’ho letto per eccesso di segnalazioni esaltate, però avevo voglia di andarlo a sentire. Poi lo so che avrei comprato il suo libro.
Oggi alla libreria Bonardi, ci sarà Gianni Farinetti, autore che non conosco e che m’incuriosisce un po’. Anche questa volta non andrò, sempre per l’ora: le 17.
Mi chiedo: ma tutti coloro che amano la letteratura italiana, non lavorano per caso? Non hanno figli da prendere a scuola? E vivono tutti ad Amsterdam? 
D’italiani qui ce ne sono tanti, ma che leggono sono pochi.
Ad ascoltare Graziella Galvani che recitava le Cosmicomiche  una domenica pomeriggio di febbraio, saremmo stati in dieci. Il resto del pubblico, una settantina di persone credo, erano olandesi che sapevano l’italiano.
Quindi, per favore, cambiate orari.
Dateci una possibilità, che l’intenzione c’è, almeno da parte mia.



postato da alice121 ~ 16/03/2006 11:17 ~ commenti (17)
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martedì, gennaio 31, 2006
 
Un Untitled a Torino (2)
Oggi alle 18.30 nella libreria Mood Libri & Caffè , l’autore del Pasto Grigio presenterà il suo libro e risponderà alle vostre domande.
Chiedete senza esitazioni. Ogni dubbio sarà sciolto.
Saranno presenti altre Untitled dal vivo o in video (ahimè).
Altri dettagli sono qui. 


postato da alice121 ~ 31/01/2006 09:34 ~ commenti (9)
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lunedì, gennaio 30, 2006
 

Una untitled in tv. (1) 
Oggi dalle 11 alle 12 in streaming qui, o su rai utile, oppure sul canale 816 di Sky.
Altri dettagli
qui.



postato da alice121 ~ 30/01/2006 09:27 ~ commenti (32)
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lunedì, gennaio 23, 2006
 
Giro d’Italia
L’istituto italiano di cultura per i Paesi Bassi organizza un ciclo di conferenze con scrittori italiani il cui legame con la terra d’origine sia particolarmente forte. I loro libri non devono essere tradotti all’estero.
Sabato c’è stata Antonella Cilento, autrice napoletana, e a marzo verrà Alessandro Piperno.
Mi sarebbe piaciuto che a rappresentare Roma fosse Ammaniti, ma lui lo conoscono già. E allora al posto di Piperno io avrei invitato
Errico Buonanno.
Ho avuto un’anticipazione sugli ospiti che seguiranno, che non rivelo perché non è ufficiale. Dico solo che sono autori assai presenti in rete e proprio per questo eccessivo bombardamento di informazioni sul loro libro (per uno) o su loro stessi (per l’altro), io non li avrei invitati. E’ difficile trovare scrittori viventi legati al proprio territorio e che non siano famosi. Se dipendesse da me, tralascerei il requisito della territorialità e inviterei ad Amsterdam: Giancarlo De Cataldo e Gianrico Carofiglio senza esitazione e poi: Massimo Carlotto,  Paola Mastrocola e Simona Vinci, Paolo Nori e Diego De Silva, Francesco Piccolo e Gianluca Morozzi.
E poi chi altro?


postato da alice121 ~ 23/01/2006 10:09 ~ commenti (11)
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martedì, novembre 29, 2005
 

Happy slappers anche in Olanda 
Ha 15 anni e viene filmato dalla videocamera della stazione di Amsterdam mentre molla ceffoni.
Il video viene trasmesso in tv, sua madre lo riconosce e lo denuncia alla polizia. Vengono fermati altri minorenni e confessano di aver mollato molte più sberle di quante gliene sono imputate. La polizia chiede a quelli che le hanno prese di farsi avanti e qualcuno degli schiaffeggiati si fa vivo.
Una versione tecnologica di Amici Miei insomma, perché quello che le prende viene ripreso con una telefonino e poi trasmesso in rete perché si possa ridere della sua espressione mentre viene colpito. Tutto è cominciato in Inghilterra, - eh la violenza dei ragazzini inglesi, i miei figli la conoscono assai bene -, e si è diffuso in Germania, in Irlanda e in Svezia. 
Quindi, se frequentate la metro, occhio ai gruppi di adolescenti, che lo schiaffone viaggia veloce via web. 
Fonte: The Times Hague Amsterdam    



postato da alice121 ~ 29/11/2005 11:42 ~ commenti (7)
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