ovvero cronaca della vita reale e immaginaria di un'emigrante quasi di lusso

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giovedì, marzo 01, 2007
 
La legge non è uguale per tutti
Nel 2006 la Stampa, in questo articolo, riporta la scoperta di una ricercatrice di Palermo: Melania Mazzucco ha copiato brani da Guerra e Pace di Tolstoj.
Sulla rete, lo stesso giorno, viene ripresa la notizia qui.
Il 30 marzo dello stesso anno Alexandra Voitenko scrive: "Critici zelanti a caccia di emozioni editoriali accusano la Mazzucco di aver “scopiazzato” il suo romanzo da Tolstoj".
Arrivando a giustificare l’operazione della Mazzucco:
"Bisogna ammetterlo: Tolstoj è presente nel romanzo “Vita”, la conferma di questa tesi la troviamo nelle citazioni e nei prestiti dalla celebre opera dello scrittore russo nel romanzo italiano in questione. Ma questo problema esula dal valore artistico dell’opera letteraria che esiste come una realtà autonoma, a se stante, e deve essere giudicata come tale. Domandare allo scrittore il perché di questo o quel episodio è un po’ ingenuo, infantile e a volte anche inutile".
Che la Mazzucco avesse preso in prestito pagine di Tolstoj io non ne sapevo nulla, lo scopro  un anno dopo leggendolo  qui ( cliccando su riemerso potete confrontare le pagine)
La notizia viene ripresa da pochi altri bloggers.
Ciò mi ha sorpreso assai.
Perché ricordo che nella rete ci sono state mobilitazioni di massa per furti parziali o integrali di post.
Perché questa indifferenza? L'unica spiegazione che mi viene in mente è che la maggioranza degli scrittori della rete sia d’accordo con la tesi di Alexandra Voitenko.
Nei commenti a questo post su Lipperatura, Herzog scrive: "sarebbe ben ora che l'espressione "scrittura femminile" non fosse la declinazione di un ghetto. Se ne parli.A proposito del tagliare (e incollare) Tolstoj, cosa significa questo?
(ma io la Mazzucco non l'ho letta, magari è solo un giuoco da blog)."
Nessuno risponde alla sua domanda tranne Gabriella: "@ Effe, a proposito di Mazzucco-Tolstoi. La cosa è vera e nota da tempo, ed è stata tirata fuori un anno e mezzo fa circa da una ricercatrice dell'Università di Palermo. Verissimo che c'è un brano in "Vita" che ricalca pari pari quel passo di Tolstoj. Che i giurati dello Strega non se ne siano accorti è veramente ... divertente. Per quanto riguarda il merito della cosa, beh, io ritengo la Mazzucco un'ottima scrittrice e non sarà certo questo episodio che mi farà dimenticare la bellezza di "Lei così amata" (la biografia romanzata di Anne Marie Schwarzenbach) o "Vita" o "Un giorno perfetto"."

Dunque: se sei un blogger e copi-incolli un pezzo altrui (senza indicare il link di provenienza) vieni lapidato.
Se sei uno studente e ti appropri di un pezzo scritto da altri senza citare la fonte, il tema ti viene annullato.
Se sei uno scrittore di best seller…be’ in questo caso puoi fare come accidenti ti pare.

Però che faticaccia mettere tutti questi link!






lunedì, gennaio 22, 2007
 
Massimo ranieri moglie 7, moglie massimo ranieri 3,massimo ranieri ha figli 1, massimo ranieri marito 1,massimo ranieri+moglie 1.
Immagino che Massimo Ranieri se non fosse il Massimo Ranieri che tutti conosciamo ma un massimo ranieri qualunque sarebbe davanti alla tv a guardare un tipo che potrebbe essere lui e si consumerebbe il fegato domandandosi: che differenza c’è con la mia voce? E con il mio accento? E con la passione che riesco a comunicare attraverso le vibrazioni della mia gola? E i miei occhi non sono forse la copia identica di quei due bottoncini di peluche che bucano lo schermo, il cuore delle donne e le anime senza distinzione di sesso perché l’anima non ha sesso?  E la mia mano, ditemi, mamma, nonna, moglie, quando la protendo nel gorgheggio finale non trema come quella di quel Massimo Ranieri dello schermo?
E invece Massimo Ranieri si trovava lì dove doveva essere, mi dicono le chiavi di ricerca registrate dal counter e l’articoletto su repubblica che sono andata a leggermi per sapere che accidenti avesse combinato, e in parecchi lo stavano a guardare e poi frugavano nelle rete per saperne di più di lui e dei suoi parenti. E capitavano qui da me che ne avevo scritto in un pomeriggio malinconico e decadente  a scheveningen in un risto-bar assai kitsch in cui girava tutto il suo repertorio, repertorio che la maestra ci obbligava a cantare e a me stavano sulle palle le sue canzoni, la maestra e anche massimo ranieri.
Pare che quel Massimo Ranieri sia al posto giusto, però mi dico che per una serie di coincidenze avrebbe potuto essere anche dall’altra parte ad arrabbiarsi e a commuoversi e in quel caso io non avrei detto tanti anni fa: io sono comunista! Comunque è da quella parte, dalla parte dei mass media intendo, e a un certo punto il capo del programma va da lui e gli dice: Ehi Massimo Ranieri bisogna alzare lo share, così gli autori hanno pensato che puoi far venir sul palco tua figlia e garantiscono che viene fuori un numero di ascolti e di fazzoletti che nemmeno Raffa con Caramba che sorpresa c’è riuscita!
E allora Massimo Ranieri dice no, ma poi dice sì, se fossi davanti alla tivù, pensa, mi piacerebbe vedere un massimo ranieri che compie un’azione del genere. E quindi eccolo sotto i riflettori che gli spremono il sudore e che fa il training autogeno per arginarlo. Stringe il microfono, forse le luci s’abbassano e inquadrano quei bottoncini vispi e irrequieti e in quel momento di silenzio, che determinerà l’innalzamento dello share delle prossime puntate, le ricerche sulla rete, gli autori trattengono il fiato e s’infilano le unghie nei palmi, e lui pensa: ma vaffa io non sono massimo ranieri che sta davanti lo schermo, io sono Massimo Ranieri che sta al di là dello schermo, e però sono rimasto come voi, quasi come voi, solo un vetro ci separa, quindi questa cosa che vi devo dire ve la dico proprio bene e vi faccio piangere tutti. E siccome sono come voi, le lacrime s’affacceranno anche dai miei bottoncini vispi e irrequieti.
Poi dice e fa quello che era stato concordato.
E dopo che l’ha detto e fatto, mentre gli autori smettono di torturarsi i palmi, quel Massimo Ranieri  lì che poteva essere anche massimo ranieri che sta al di là, pensa: io sono un gran figo oppure voi siete degli imbecilli?






giovedì, gennaio 11, 2007
 
A Sangue Freddo
Poi il delitto di Erba avrà una soluzione, come quello di Holcomb. E magari sarà vera una delle attuali supposizioni degli inquirenti. Tuttavia "A sangue freddo" consiglia di non limitarsi a guardare vicino. "Gli assassini sono tra noi", dicono solitamente i parroci ai funerali delle vittime di questi crimini. Gli sterminatori della famiglia Clutter venivano da lontano, invece. Avevano viaggiato ore per arrivare lì e subito erano ripartiti. La distanza protegge, i sospetti hanno le gambe corte. Ma non è detto che arrivino al traguardo giusto.
La domanda è: che cosa sarebbe più difficile da affrontare? Ricordate che cosa prova la gente di Holcomb quando scopre che i criminali vengono da fuori? Lo sa Giacomo: "Sollievo". Ora, a Erba abbiamo due possibilità: gli assassini sono tra loro o vengono da lontano, molto lontano, con altra cultura e diversa fede. È paradossale, ma la seconda è l'ipotesi che spaventa di più. La prima ti costringe a guardarti dentro e intorno. La seconda a fare i conti con una frase. L'ha detta un parente delle vittime. Questa: "Sterminarli tutti, quelle facce di cioccolato".
È una frase straordinaria. Quest'uomo cerca di controllare la rabbia. La sua censura agisce sulla parola che ritiene più grave. Non dice infatti (ogni liceale ha capito quel che intendeva) "facce di merda". Dice "di cioccolato". Ma non si frena sullo "sterminarli tutti". Non ci riesce. O lo trova meno grave o lo trova inevitabile. Il suo cervello interviene sulla seconda parte della frase, non sulla prima, lì domina il fegato.
Tratto da qui

C'è poi un'altra cosa che non mi va giù.
Che adesso che sono stati scoperti i colpevoli, i mass media cominceranno a pontificare sui vicini e sulla profondità dell'abisso in cui stiamo cadendo, ma in fondo questa storia dei vicini che perdono la testa e commettono follie mica è una novità, ed è anche frequente, tant'è chè è successa anche a  me in via indiretta.    e per fortuna non così violenta Non ricorderanno che una vicina è morta perchè aveva aperto la porta, un vicino è stato quasi ammazzato...
Quei due non potevano prevedere come sarebbe finita: c'erano state altre liti. O hanno aperto la porta per curiosità. Oppure la vicina si trovava già lì nella casa e il marito è intervenuto per difendere sua moglie...
Eppure sapere con precisione  se quei due vicini fossero già lì o siano arrivati dopo la lite, per curiosità o per mettere pace,  per me,  farebbe una gran differenza. 





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