ovvero cronaca della vita reale e immaginaria di un'emigrante quasi di lusso

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martedì, marzo 27, 2007
 
Allora come va con questi terribili olandesi, mi chiede sempre la titolare di questa libreria (la libreria è italiana, ma la titolare è olandese). Il corsivo si può saltare.
C’è una galleria d’arte all’Aja dove con dieci euro al mese ti puoi portare via un quadro o una foto (incollata su un pannello con una procedura particolare che non ho capito quale sia, comunque l’effetto è che sembra incollata) del valore di quattromila euro, con cinque euro uno di duemila, eccetera. Ogni artista mette a disposizione un paio di opere per questo affitto e uno può tenerla fino a un anno e poi decidere se comprarla o meno con diritto di prelazione rispetto agli altri acquirenti. Le signorine della galleria dicono che è un sistema che funziona perché di solito viene venduta ed è anche è una forma di pubblicità.
C’erano un ragazzo e una ragazza (
sotto i venticinque anni biondi alti magri e carini che sembravano fratello e sorella e invece stavano insieme, mi stupiscono sempre queste coppie che si assomigliano fisicamente. Avevano scelto un quadro con lo sfondo giallo con due mani stilizzate che cercavano di raggiungersi) che ascoltavano la signorina della galleria che spiegava le regole per l’affitto ed erano estremamente attenti alle sue parole (i nordici si congelano sempre quando qualcuno spiega, a differenza delle popolazioni del sud che distolgono gli occhi dall’interlocutore, giocherellano con un oggetto o lo interrompono per una domanda. Ciò dovrebbe portare alla conclusione che i nordici capiscono di più mentre quelli del sud si perdono dei pezzi e invece non è così, per lo meno in generale. Forse allora i Nordici quando immobilizzano il corpo, bloccano anche una parte del cervello). Quando la signorina ha terminato il suo discorso, il ragazzo ha firmato il foglio per l’affitto (e ho immaginato la loro casa con mobili assortiti e scassati con qualche pezzo nuovo dell’ikea molto disordinata e con questo quadro alla parete molto bello).
A
noi piaceva una foto di una città che sembrava Haifa, cioè Emme ha detto che gli pareva Haifa, ma invece era una città turca che si chiama Alanya e un’altra foto ritoccata al computer che non si capiva cosa fosse, ma c’erano dei bollini gialli sul muro, e la signorina ci ha spiegato che le opere con quel contrassegno erano prenotate per l’affitto, allora abbiamo guardato altre cose, ma tutte quelle che ci piacevano avevano questo accidenti di bollino, e se uno decideva di comprarne una, doveva aspettare un anno o anche due.
Insomma ai Io pago e pretendo la signorina della galleria avrebbe fatto una pernacchia.



postato da alice121 ~ 27/03/2007 11:33 ~ commenti (3)
~ roba d olanda



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